Un ricordo di Juan Carlos Scannone: teologia al servizio della Chiesa e dei popoli
Il 27 novembre scorso moriva padre Juan Carlos Scannone, sacerdote gesuita argentino. È stato un credente semplice e un uomo saggio; un entusiasta instancabile; per me, per trentacinque anni, un amico generoso, come direbbero i suoi numerosi amici nei diversi continenti; per tutti, un grande pen...
Guardado en:
| Autor principal: | |
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| Formato: | Artículo |
| Lenguaje: | Italiano |
| Publicado: |
2022
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| Materias: | |
| Acceso en línea: | https://repositorio.uca.edu.ar/handle/123456789/15529 |
| Aporte de: |
| Sumario: | Il 27 novembre scorso moriva padre Juan Carlos Scannone, sacerdote gesuita argentino. È stato un credente semplice e un uomo
saggio; un entusiasta instancabile;
per me, per trentacinque anni, un
amico generoso, come direbbero i
suoi numerosi amici nei diversi continenti; per tutti, un grande pensatore argentino e latinoamericano, riconosciuto tale da molte istituzioni accademiche ecclesiali e civili del mondo.
Per decenni è stato professore, decano della facoltà di Filosofia e anche rettore del Colegio Máximo de
San Miguel, nella provincia di Buenos Aires, in Argentina. In precedenza, nel 1957, durante la fase di
esercitazione come “m a e s t ro ”, aveva
soggiornato nel seminario arcidiocesano di Buenos Aires — retto allora
dalla Compagnia di Gesù — ed era
stato professore di greco del seminarista Jorge Mario Bergoglio.
Abbiamo cominciato a dialogare a
metà degli anni Ottanta, ma, di fatto, già dal 1972 io leggevo gli articoli
che pubblicava sulla rivista del Cias,
il Centro de Investigación y Acción
Social dei gesuiti a Buenos Aires.
Nel 1986 mi ha invitato a far parte
di un «Progetto di ricerca interdisciplinare e internazionale sulla dottrina sociale della Chiesa in America
latina», che dirigeva con il professor
Peter Hünermann di Tubinga. Avevamo già pubblicato insieme vari volumi sul tema nel Paese e nella regione... |
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